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» Crisi Minardi, i soldi bastano fino a Imola

La Minardi non ruggirà più. O forse sì, almeno per i primi quattro gran premi, poi si vedrà. Alla luce verde di Melbourne mancano venti giorni, e la F.1 è alle prese con un altro caso di minacciato fallimento. Così almeno a parere del quotidiano inglese Independent, secondo il quale la scuderia faentina rischierebbe di non prendere parte al Mondiale 2003. Il problema, rivelato dalle colonne dell'autorevole giornale, è il debito che la Minardi avrebbe contratto con la Cosworth Ford per la fornitura dei motori. La cifra che ballerebbe sarebbe all'incirca di 3 milioni di sterline, più o meno 4,5 milioni di euro. L'Independent riporta anche le dichiarazioni del responsabile di Ford and Jaguar Racing, Tony Purnell, il quale avrebbe detto chiaramente di non voler ripetere la triste saga dello scorso anno, quando fu la Arrows a trovarsi improvvisamente senza soldi per pagare i motori. "Spero che per la Minardi andrà tutto bene, ma è chiaro che avranno ancora poche settimane di tempo per pagare", avrebbe dichiarato Purnell. Aggiungendo, con sibillino sarcasmo che: "E' nella tradizione pagare per ottenere qualcosa in cambio".
Di suo, il patron della Minardi, Paul Stoddart, ha controbattuto ostentando tranquillità. «Sono abbastanza sereno - avrebbe detto - a breve termine non avremo problemi a pagare i propulsori. Noi abbiamo giá iniziato a saldare, quindi andremo a Melbourne, ma saremo costretti a versare il denaro gara dopo gara: credo che potremo pagare almeno fino al quarto Gran Premio». Stoddart avrebbe aggiunto che già venerdì scorso sarebbe stato raggiunto un accordo di massima con la Cosworth, tanto più che da tempo il team italiano ha chiuso il contratto con un nuovo pilota, l'inglese Justin Wilson, e che, soprattutto, lunedì era riuscito a raggiungere l'agognato accordo con la Bridgestone per gli pneumatici. Nodo che, prima di questa grana con Cosworth, sembrava essere la vera conditio sine qua non per il campionato 2003 di Minardi.
Resta da capire cosa potrebbe mai accadere dopo il quarto Gran Premio, vale dire Imola, 20 aprile, se davvero da lì in poi la Minardi non dovesse più essere in grado di pagarsi i motori. Stoddart ha inquadrato la sua situazione in una più generale, e incontrovertibile, crisi di tutta la F.1. Anche la Jordan infatti non starebbe attraversando un periodo finanziario allegrissimo, pur se lo stesso Purnell, sempre stando all'Independent, avrebbe specificato che la scuderia di Eddie Jordan, dopo la recente decisione di passare dal motore Honda ai Ford, sarebbe in ordine con i pagamenti. Almeno per ora. Comunque sia, Stoddart avrebbe auspicato che la Fia e Bernie Ecclestone riescano a convincere gli altri team ad aiutare la Minardi, ed eventualmente altre scuderie in difficoltà, per il bene della F.1. "Penso che Ecclestone intenda trovare una soluzione - avrebbe concluso Stoddart - l'unica difficoltá sará trovare un accordo immediato con tutti i team».

Fonte:Gazzetta

Data: 18 feb 2003 (16:38)