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» TAZIO NUVOLARI : L'UOMO PILOTA DIVENTA MITO.

Apre questa nuova rubrica, nella quale vi racconteremo i personaggi italiani che hanno fatto la storia del nostro automobilismo.
Con un viaggio a ritroso nel tempo, cercheremo di raccontarvi con fedeltà le loro imprese dal punto di vista sportivo ma anche umano,proponendovi le loro avvincenti biografie sperando di riuscire a farvi un po' sognare o ricordare, oppure semplicemente farvi conoscere uomini speciali che hanno dato la vita per la velocità, per lo sport, per la passione. Sono uomini che spesso sono stati idealizzati, le loro gare trasformate in leggenda dalle cronache, ma che comunque hanno lasciato un segno importante non solo nella storia dell'automobilismo, ma anche in quella più grande della nostra società e dei nostri costumi.
Ci sembrava naturalmente opportuno cominciare da lui, Tazio Nuvolari, il nostro spirito guida, il nostro ispiratore, colui che Ferdinand Porsche definì :"Il più grande pilota del passato,del presente e del futuro".

TAZIO NUVOLARI "NIVOLA" 1892-1953

"Dammi retta,lascia perdere,l'automobile non fa per te".Queste le parole di un ufficiale rivolte a Tazio, finito fuoristrada con un mezzo dell'esercito durante la prima guerra mondiale. Aveva 20 anni allora, e la sua grande carriera ancora doveva avere inizio.
Riassumere la vita di un campione del calibro di Nuvolari non è compito semplice, soprattutto perchè la cronologia degli avvenimenti della sua esistenza di certo non ci permettono di conoscere davvero l'uomo, le sue emozioni ,il carattere, la tempra di un personaggio sempre al limite, che è diventato mito conquistando così l'immortalità. Nessuna biografia può restituirci Nuvolari in tutti i suoi aspetti e sfumature, ma certamente la sua vita è una grande storia, piacevole da leggere come un bel romanzo, pieno di avventure ,incidenti ,vittorie e sconfitte, cadute e risalite, fasti e dolori, gloria e leggenda, ed è facile rimanere affascinati da tanti aneddotti divenuti storici insieme a lui.
Tazio Nuvolari nasce nel 1892 a Castel d'Ario,vicino Mantova, quartogenito di una famiglia benestante.Lo zio Giuseppe, campione di ciclismo,è da subito per lui punto di riferimento e un esempio importante. A 12 anni vede la sua prima gara automobilistica e rimane come folgorato vedendo quei campioni sfrecciare: sono Lancia, Nazzaro, Cagno....A Tazio non interessano le vetture di per sè, ma la velocità: vedendo quella corsa  scopre quella nuova incredibile emozione e da allora non smette mai più di cercarla. Impara subito, con l'aiuto dello zio,a guidare la motocicletta, e non attende molto per guidare di notte di nascosto la macchina del padre.
Poi la prima guerra, e Tazio al fronte è ''autiere''.Non ci è dato sapere come abbia davvero vissuto l'esperienza della guerra.
Nel 1917 sposa Carolina e l'anno successivo nasce Giorgio.
Solo a 28 anni ottiene la licenza di corridore motociclista, ma da ora in poi nessuno può più fermarlo.
Iniziano le corse in moto in sella a una Della-Ferrera,e nel 1921 la prima vittoria automobilistica con una Ansaldo Tipo 4. Nel 1923 il suo impegno agonistico diviene totale e comincia a farsi notare come motociclista.Nel 1924 un grande incontro che segna una svolta:a bordo della sua Chiribiri Tipo Monza si trova a gareggiare a fianco del giovane Enzo Ferrari. Per due anni continua con le moto, con ''la freccia celeste''(la Bianchi 350) vince tutto,ma non mancano gli incidenti, tanto spettacolari che una rivista tedesca arriva ad annunciare la sua prematura dipartita!
Tra il 1927 e il 28 inizia il grande progetto delle quattro ruote: fonda a Mantova la scuderia Nuvolari,ottiene la prima grande vittoria internazionale nel GP di Tripoli, in cui festeggia anche la nascita del secondo figlio Alberto. Purtroppo però l'attività in proprio è troppo costosa, saltano gli accordi con Achille Varzi,le difficoltà da fronteggiare sono troppe e il 1929 sarà davvero un anno di grosse preoccupazioni.
Nel 1930 tutto cambia: l'Alfa Romeo gli offre un auto per la Mille Miglia, Tazio sbaraglia gli avversari tagliando per primo il traguardo e facendo mangiare la polvere anche a Varzi. Il successo è travolgente e subito dopo decide di correre per la nascente Scuderia Ferrari.
Nel 1932 la definitiva consacrazione: è campione italiano assoluto e primo nel Campionato Automobilistico Internazionale su auto Alfa Romeo, per tutti Nuvolari è "il mantovano volante".Ora ha fama, denaro (ha persino l'aereo personale),e iniziano gli incontri con le celebrità:Mussolini lo invita a Roma, D'annunzio gli dona una tartaruga d'oro:l'animale più lento per l'uomo più veloce.Tazio non se ne separerà mai, anzi ne farà proprio il suo simbolo.
Nel 1933, nonostante le numerose vittorie,un colpo di scena:abbandona la Ferrari per ritentare l'attività in proprio. Ma come la prima volta,i costi elevati non gli permettono di avere sempre mezzi competitivi e nel 1934 i tedeschi della Mercedes Benz e della Auto Union primeggiano con delle vetture ineguagliabili. Alle sconfitte si aggiunge l'incidente più grave della sua carriera, avvenuto ad Alessandria, ma Lui non molla, e dopo un mese riprende a correre,nonostante le fasciature e i dolori.
L'Auto Union è interessata a Tazio, che non sembra disdegnare:iniziano le contrattazioni,ma al''ultimo tutto salta e il suo posto viene affidato a Varzi.
Come sia andata realmente la vicenda non è cosa chiara, ma si sa che subito dopo Nuvolari decide di tornare da Enzo. E' il 1935 e a bordo di un auto obsoleta rispetto alle rivali tedesche compie l'impresa impossibile: vince il Gp di Germania , è l'ennesima conferma, nessuno lo può eguagliare.
Da adesso in poi una serie di schiaccianti vittorie fino alla consacrazione in America, dove si aggiudica la coppa Vanderbilt a NY. Ma la sorte ha in serbo per lui grandi sofferenze,quasi dovesse pagare lo scotto di tanti successi: nel 1937 muore suo figlio Giorgio e Tazio corre per non pensare,ma rimedia solo brutti incidenti,tra cui l'incendio dell'auto da cui si deve gettare mentre è in corsa.Nel 1938 di nuovo l'incontro col fuoco,ma stavolta le ustioni sono più gravi. Sembra tutto finito, e il grande pilota annuncia il suo ritiro.
Invece l'Auto Union lo convoca nuovamente:con un auto competitiva può ritornare a fare i numeri,vince infatti subito il GP di Monza.Il mito è ancora lontano dal gettare la spugna.Addirittura a Donington, durante le prove si trova faccia a faccia con un cervo in mezzo alla pista e non riesce a schivarlo, ma Nuvolari è stoico,e di quel cervo ne fa un trofeo per il suo ufficio.
Poi un intermezzo oscuro per il mondo intero: scoppia la seconda guerra mondiale.
Tazio ricompare nel 1946, ha perso la sua prestanza fisica, i suoi polmoni non sopportano più i gas di scarico e la morte del secondo figlio Alberto è per lui un colpo insostenibile. Disperatamente cerca ancora di correre, le gare sono l'unico appiglio per una, purtroppo solo anelata, serenità.
Il mantovano volante però non ha terminato le sue energie e riesce ancora a stupire:durante la Coppa Brezzi a Torino sfreccia sul traguardo agitando il volante che gli è rimasto in mano, ma continua guidando con i monconi della staffa!!Arriverà solo tredicesimo,ma questo avvenimento rimarrà iscritto nella storia.
Tazio ormai ha 56 anni,le sue apparizioni sempre più fugaci, ma non resiste all'ultima tentazione per una grande impresa:senza allenamento all'ultimo minuto monta su una Ferrari offertagli per la Mille Miglia e nessuno riesce a reggere il confronto.Non vincerà per un guasto, ma è riuscito nuovamente a fare sognare un pubblico in delirio.
Nel 1950 le ultime due gare, poi silenziosamente,l'11 agosto 1953,il grande pilota se ne va. Muore l'uomo, ma gli sopravvive il mito.

Fog
Nuvolari3000 Legend    

Data: 23 feb 2003 (21:27)


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