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» MARIO ANDRETTI : IL VERSATILE

Quello di Andretti è un talento versatile. Ha vinto di tutto in tutte le categorie più importanti, ha perseverato riuscendo sempre a centrare gli obiettivi, ha dovuto sempre lottare fin da bambino. Sappiamo bene che Mario è naturalizzato cittadino americano, e che quindi l'inno che suona per lui è quello degli Stati Uniti e non quello italiano. Però ci sembra giusto annoverarlo tra i grandi campioni italiani perchè la sua scelta di cambiare nazionalità non fu dettata da una mancanza d'amore per le sue origini, ma per fatti storico-politici chiaramente non dipendenti da lui. Il torto che gli fece l'Italia fu quello di non tutelarlo come cittadino solo perchè nato in una città contesa tra due governi, e Mario, insieme a tanti altri, si ritrovò nella condizione di essere uno straniero sia per lo stato italiano, che per quello yugoslavo. Ecco perchè in questa sede vorremmo annoverarlo tra i nostri campioni, rimediando nel nostro piccolo ai torti che il nostro paese ha commesso nei confronti di uno dei suoi figli.

Mario Andretti, figlio di Rina e Alvise Luigi Andretti, nasce il 28 febbraio 1940 a Montona, allora città italiana della penisola d'Istria, prima che passasse sotto controllo yogoslavo alla fine della seconda Guerra Mondiale. Mario vive i suoi primi anni d'infanzia insieme al fratello gemello Aldo e la sorella Anna Maria in un paese scosso dal conflitto, e incredibilmente alla fine della guerra lui e la sua famiglia si trovano nella condizione di vivere come stranieri in quella che fino a poco prima era la loro patria. Il regime comunista di Tito li costringe a vivere per 6 anni (dal 1948 al 1954)in un campo profughi.Nonostante questa difficile situazione, il giovane Mario trova il modo di coltivare un'interesse: le gare di velocità, tanto che nel 1954 riesce a recarsi a Monza e vedere Ascari correre il GP d'Italia. L'anno successivo Mario con tutta la famiglia parte per gli Stati Uniti in cerca di un futuro migliore e si stabilisce a Nazareth, in Pensylvania. Qui finalmente Mario ha la possibilità di dare sfogo alla sua grande passione, e inizia con il fratello Aldo a correre sugli ovali con una vecchia Hudson.Il loro esordio nel mondo delle corse è datato 1959, ma ben presto il fratello, a seguito di un brutto incidente, decide di abbandonare l'automobilismo, rimanendo comunque sempre in prima fila a tifare per il fratello, che già agli esordi mostrava la stoffa da campione. Le vittorie infatti non tardano ad arrivare e, nel 1963, compie l'impresa di vincere, nel medesimo giorno, 3 gare su due circuiti differenti. Nel 1964 inizia gareggiare nel campionato USAC e Indy. Il suo obiettivo comunque è quello di salire sul gradino più alto del podio alla 500 Miglia di Indianapolis, e la sua tenacia, nonostante il fallimento nel 1964, gli consente l'anno successivo di ottenere il terzo posto, di ricevere il premio "Rookie dell’anno" e, 5 anni dopo, nel 1969, a coronare il sogno della vittoria. Ma la sua sete di velocità lo porta a vincere la Daytona 500, la Coppa Sebring, il campionato USAC, la Indy Championship 4 tempi fino all'approdo in Formula 1. L'esordio nella categoria regina è datato 1968 sul circuito di Watkins Glen con una Lotus 49B. Nonostante la pole position, i guai meccanici alla vettura non gli consentono di vincere, ma Andretti non concentra le sue energie e il suo talento solo nella F1: continua a correre in tutte le categorie più importanti dividendosi tra Europa e Stati Uniti e ottenendo sempre successi e riconoscimenti. Nel 1971 la Ferrari lo convoca, e Mario non delude: alla prima gara sulla Rossa vince il Gp del Sudafrica, dando così un'incredibile prova di forza. Purtroppo però il legame con la Scuderia di Maranello dura solo fino al 1972, ma egli non abbandona la F1, anche se non si dedicherà mai totalmente solo a questa categoria, perchè la sua voglia di velocità e adrenalina lo porterà sempre a dividersi tra differenti competizioni, come se, per essere un vero campione, dovesse vincere in ogni circuito, con ogni vettura, contro qualsiasi avversario.
In F1 corre poi con diverse scuderie:la Parnelli e poi di nuovo la Lotus, con cui vince il Campionato nel 1978, grazie ad una vettura decisamente superiore alle altre (la Lotus 79), ma molto difficile da guidare, poichè la sua velocità era direttamente proporzionale alla difficoltà di tenerla in pista, dati gli assetti estremi e il suo comportamento nervoso. Unico avversario infatti è il compagno di squadra e amico Ronnie Peterson, che sfortunatamente morirà quell'anno dopo la gara di Monza, in cui, a causa di uno spaventoso incidente, le fratture riportate gli causano un blocco circolatorio fatale. Per Mario quindi un triste trionfo e poca voglia di festeggiare.
Nelle 4 stagioni successive corre con l'Alfa Romeo, la Williams e poi di nuovo un breve idillio con la Ferrari. Nel 1982 a Monza chiude da campione la sua carriera su queste monoposto ottenendo la pole position. Ha 42 anni, ma la sua grinta e voglia di fare gli consentono di continuare a brillare sui circuiti di tutto il mondo. Fino ai 54 anni corre senza mai calare di prestazioni, addirittura si trova a competere contro il figlio in Formula Indy. L'ultima vittoria proprio in questa categoria è del 1993. Ora Mario è un professionista che si dedica a diverse attività, dal petrolio alla produzione di vini, senza abbandonare il suo amore per le corse, a cui tuttora si dedica insieme ai figli. Ad aprile di quest'anno è scampato ad un incidente, sul circuito di Indianapolis, che ha dell'incredibile.
La sua carriera di pilota si è protratta più di quella di chiunque altro, ma soprattutto Mario ha sempre dimostrato una calma e un sangue freddo che gli hanno consentito di andare sempre al massimo e di vincere tutto. E lo spettacolo che ha da offrirci probabilmente non si è ancora esaurito!

Fog
Nuvolari3000 Legend

Data: 09 lug 2003 (13:42)


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ARCHIVIO NEWS 2003

10 ott : LUIGI MUSSO : IL LEONE VIZIOSO

09 lug : MARIO ANDRETTI : IL VERSATILE

02 mag : LORENZO BANDINI : IL PERSEVERANTE

07 apr : EUGENIO CASTELLOTTI : IL MANGIATORE DI PNEUMATICI

21 mar : ALBERTO ASCARI detto ''CICCIO''

04 mar : ACHILLE VARZI : IL PILOTA IMMACOLATO

23 feb : TAZIO NUVOLARI : L'UOMO PILOTA DIVENTA MITO.

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